Partito Democratico
Marcello Saponaro

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Fare ricerca non vuol dire fare shopping internazionale

15/11/2007

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Saponaro presenta un’interrogazione sul progetto per la produzione di idrogeno da bioetanolo per cui Università degli Studi di Milano e Parco Tecnologico Padano hanno chiesto 253 mila euro alla Regione.

Andare in Grecia ad acquistare un macchinario con soldi pubblici vuol dire fare shopping sul mercato internazionale, non certo fare ricerca. Nulla di male in linea di principio, se non che gli “shoppers” sarebbero in questo caso l’Università degli Studi di Milano e il Parco Tecnologico Padano, che lo scorso 13 novembre hanno presentato alla IV Commissione in Regione Lombardia un progetto per la produzione di idrogeno da bioetanolo, chiedendo lo stanziamento di 253 mila euro di fondi (il progetto totale è di 506 mila euro) per l’acquisto del macchinario.

I 253 mila euro che l’Università degli Studi di Milano e il Parco Tecnologico Padano chiedono a Regione Lombardia servirebbero per l’acquisto di un impianto di 5 kilo Watt elettrici e 5 kW termici da sperimentare, per programmare poi, in caso di esito positivo, l'eventuale acquisto di un impianto di ben maggiori dimensioni, annunciato da 100 kWe + 100 kWt, di cui si ignora il costo.

“Lo scopo sociale di questi due enti però – osserva il consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro - dovrebbe essere fare ricerca su propri progetti, coinvolgendo i propri ricercatori, stimolando l'innovazione e trascinando l'intero mercato nello sviluppo di tecnologie e produzioni sostenibili e da fonti rinnovabili. Inoltre il progetto prevede coltivazioni di specie arboree o siepi non meglio specificate, la trasformazione dalla cellulosa in glucosio o saccarosio (non ancora definito), la distillazione in bioetanolo e il processamento di questo in un reformer (il macchinario oggetto dell'acquisto) per produrre idrogeno. I residui solidi (lignina) saranno bruciati… forse”.

“Prima di domandare soldi pubblici – prosegue Saponaro - Università degli Studi di Milano e Parco Tecnologico Padano dovrebbero quantomeno specificare il tipo di coltivazioni previste. Si intende promuovere la biodiversità e la ricostruzione del paesaggio, come dichiarato, oppure azzerarli con coltivazione intensiva di pioppi (casualmente indicati durante la presentazione in commissione come la specie a maggior rendimento)? L'Italia – conclude il consigliere - dovrebbe esportare le tecnologie della filiera energetica eco-sostenibile. La Lombardia dovrebbe essere il motore di questa crescita. Le sue università e i suoi Poli tecnologici dovrebbero essere il cervello di questo processo, non dedicarsi allo shopping di tecnologie già sul mercato, sperimentando piccoli impianti per programmare l'ordine di quelli più grandi. E' come se un automobilista acquistasse una 500 per testare la Ferrari...”.



Commenti dei visitatori

Commento di Luciano (17/11/2007 10:16:18)

Accetto senza problemi che il PTP e l'Università di Milano presentino progetti sulle energie alternative: come tutti gli enti di ricerca, sia pubblici che privati, devono cercare e ottenere finanziamenti per tenere in piedi la baracca.
Da contribuente vorrei però sapere qual'è l'entità dei finanziamenti concessi in forma diretta o indiretta al Parco Tecnologico Padano che mi risulta essere una fondazione privata e, dal sito, vocata alle ricerche agroalimentari e al sostegno della produzione agro-alimentare del lodigiano.
Poichè i finanziamenti concessi dalla Regione Lombardia derivano dalle tasse e imposte pagate dai contribuenti lombardi, chiedo pacatamente con il diritto che mi deriva dall'essere un involontario finanziatore delle attivitò del Parco Tecnologico Padano, di sapere se le risorse sono state equamente distribuite sul territorio lombardo e sugli enti di ricerca presenti sul territorio o se ci sono stati dei canali privilegiati e, se del caso, per quale motivo.
Chiedo inoltre di sapere perchè una fondazione privata riceva, se provato, in forma diretta o indiretta così tanti finanziamenti dalla regione Lombardia visto che se è privata dovrebbe ripianare da sola i propri problemi di bilancio e non utilizzare, se provato, collegamenti più o meno diretti con la Regione Lombardia.
Chiedo inoltre se per le ricerche sui pioppi non ci siano in Lombardia Istituzioni con un retroterra di esperienza maggiore del PTP e forse più idonee ad essere utilizzate per lo sviluppo di progetti che riguardano gli alberi.
Nessuno nasce imparato, è vero, ma la conoscenza e competenza non si acquisiscono in linea con l'oscillare dei finanziamenti pubblici e se si proclamano a grande clamore vocazioni scientico.culturali è chiaro che devono essere perseguite in modo limpido.
Non me ne vogliano i ricercatori dell'Università di Milano e del Parco, ma la chiarezza fa bene anche alla loro dignità di scienziati.

Commento di Marco (17/11/2007 00:00:04)

non ci sono impianti simili di produzione nazionale? Almeno i soldi pubblici si riciclerebbero in casa.
Chi li coltiva poi tutti i pioppi che servono e dove? Non mi sembra che il paesaggio lombardo offra solo pioppi.
Dove insedieranno il piccolo impianto e perchè proprio in quel posto?
Come bruciare poi la lignina?
Credo che fare un investimento di questo tipo togliendo soldi dalle tasche dei lombardi richiede maggiori informazioni di cui non disponiamo.
Per valutare l'opportunità della scelta è pertanto necessario avere maggiori informazioni: non vorrei che la sirena delle energie alternative sia solo un canto per portare soldi nelle tasche dei soliti noti togliendoli da investimenti più utili per la collettività.

Commento di cacioformaggio (16/11/2007 23:50:44)

il parco tecnologico non si spaccia per la food valley italiana? Cosa ci azzecca con l'idrogeno dai pioppi? Semmai la sua vocazione dovrebbe essere quella di tirar fuori la marmellata dai pioppi o glucosio o saccarosio da usare a scopi alimentari o visto il trend dei finanziamenti comunitari, meglio cambiare, neh?

Commento di riri (16/11/2007 23:43:46)

ma che ce frega, ma che importa, tanto la Lombardia ce sgancia i soldi e che ce frega se la cinquecento non va, la ferrari lo stesso arriverà.
Paraponzi ponzi pà......

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