08/03/2007
Milano, 8 marzo 2007 - “Frosio vergognati, siamo nel 2007 e l’apartheid è finito da 17 anni persino in Sudafrica”. Con queste parole il Consigliere dei Verdi Marcello Saponaro, Segretario della Commissione Attività produttive, ha abbandonato la seduta odierna della Commissione stessa.
Impunemente, senza alcun richiamo ufficiale se non una definizione di “sgradevolezza” da parte del Presidente Carlo Saffioti, il consigliere leghista Giosuè Frosio ha dichiarato nel corso della Commissione che “Gli immigrati hanno un rapporto diverso con i bagni”. E ancora “Io non entrerei mai in un bagno frequentato da immigrati” ha aggiunto. Quindi, secondo Frosio, “Se si obbligassero i phone center ad avere 3 bagni, uno di questi può essere riservato agli italiani”.
“Il Presidente Saffioti – ha commentato Saponaro - non può permettere al consigliere Frosio di esprimere concetti razzisti, invocanti l’Apartheid nei bagni pubblici lombardi, impunemente e senza neppure un richiamo ufficiale. Alla gravità delle affermazioni di Frosio si aggiunge un imperdonabile buonismo del Presidente nei confronti dei consiglieri della sua maggioranza. Ho abbandonato la seduta perché Saffioti si è rifiutato di censurare il consigliere leghista”.
La discussione verteva in Commissione sulla legge sui Phone Center e la proroga richiesta dall’Unione di un anno, fino al 31 marzo 2008, per permettere ai Comuni di predisporre i Piani dei Servizi e, quindi, ai phone center di adeguarsi alle norme sanitarie e di sicurezza, già sufficientemente illiberali, senza dover chiudere.
La Commissione è poi terminata con la proposta del Presidente di “Non passaggio agli articoli” della modifica della Legge in Consiglio Regionale, quindi con la decisione di non concedere la proroga richiesta dall’Unione per consentire ai Comuni di approvare il Piano dei Servizi.
Abbiamo ricevuto oggi (12/3/2007) il cd con la registrazione della seduta di Commissione. Vi "incollo" il testo originale dell'intervento del Consigliere Giosuè Frosio (Lega).
Le parole non sono identiche a quelle che avevo annotato a memoria nel dopo seduta ma il senso è esattamente quello riportato.
La smentita di Frosio (secondo il quale si riferiva all'impossibilità per gli immigrati di accettare bagni unici per uomini e per donne... non sta in piedi...). Non si è proprio posto il problema! La smentita è una bella e buona menzogna.
Ecco il testo dell'intervento di Frosio:
POI ANDIAMO SEMPRE A PARLARE DI EXTRACOMUNITARI O QUANTALTRO. BEH, IO VI DICO UNA COSA: SOTTO IL PROFILO SANITARIO SONO CONTENTISSIMO, OSTI, CHE CI SIANO I VINCOLI NON DI DUE O DI TRE BAGNI, CINQUE! SAPETE CHE LORO HANNO UN MODO DIVERSO DI RAPPORTARSI AL BAGNO IO NON VORREI MAI ENTRARE IN UN BAGNO FREQUENTATO DA UN EGIZIANO O DA UN ARABO PERCHE' NON E' NEL MIO STILE DI VITA, FORTUNATAMENTE CON TRE UNO LO RISERVI AD UN POVERO CRISTO COME ME CHE USA ANCORA IL BAGNO TRADIZIONALMENTE. ATTENZIONE SCUSAMI SACUSAMI CARO CONSIGLIERE SAPONARO IO NON TI HO INTEROTTO... ECCO QUA ALLORA LORO, SONO GLI STRANIERI... SCUSATEMI ABBIATE CORTESIA E GENTILEZZA. SI INFATTI VADO AVANTI... PER QUANTO RIGUARDA IL PREFETTO BRESCIANO CHE SI E' TANTO DATO DA FARE PER CERCARE DI FARE QUESTE PROVE SI OCCUPI DI SICUREZZA IL PREFETTO BRESCIANO NON DI EDILIZIA. COMUNQUE UNO QUESTO LO RISPONDO A TUTTI I PREFETTI POI PARLIAMO DI..., RISPONDO A SQUASSINA QUANDO MI PARLA E DICE QUANTE PROROGHE SONO STATE FATTE NELL’AMBITO PUBBLICO, MA NELL’AMBITO PUBBLICO! TI RICORDO MAI PROROGHE AI PRIVATI, MAI! E QUESTO TE LO POSSO DIRE DA ARTIGIANO. MAI PROROGHE DUNQUE. SECONDO ME POI SQUASSINA PARLAVA DELLE PROROGHE AI MACELLAI (...)
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grazie Giosuè......
siamo tutti con te!
Se l'Italia va a rotoli è per colpa di questi quà di sinistra, troppo bonaccioni e inconsapevoli del fatto che a breve saremo schiacciati sia dal punto di vista culturale che demografico dagli stranieri.
Basta leggere un qualsiasi giornale per vedere come delinquenza, stupri,prostituzione, droga, criminalità dipenda nella maggior parte dei casi da loro!!!
Vai gallo!Siamo tutti con te!!
Alle parole di frosio non ci sono commenti.
Nel mio lavoro ricevo le domande per l'apertura dei phone center: faremo di tutto con altri colleghi per non applicare questa legge nazista e razzista con i suoi assurdi requisiti studiati apposta per farli chiudere.
Contro le leggi di questa giunta fascista ed il suo "capo" formigoni si deve ricorrere alla disobbedienza civile: ascoltiamo la nostra coscienza! nessuno ci può obbligare a fare qualcosa che è contrario agli artt. 1, 2, 7, 23, 25, 27 della dichiarazione universale dei diritti umani, tanto meno un povero idiota di consigliere regionale eletto da un gruppo di imbecilli a lui pari.
Fuori dal vaso: la triste vicenda dei phone center in Lombardia
Quando si dice: ?farla fuori dal vaso?. Giosuè Frosio, consigliere regionale della Lega, riflette sui bagni dei phone center: «Andiamo sempre a parlare di extracomunitari o quant?altro. Beh, io vi dico una cosa: sotto il profilo sanitario sono contentissimo, osti, che ci siano i vincoli non di due o di tre bagni, cinque! Sapete che loro hanno un modo diverso di rapportarsi al bagno? io non vorrei mai entrare in un bagno frequentato da un egiziano o da un arabo perché non è il mio stile di vita, fortunatamente. Con tre, uno lo riservi ad un povero cristo come me che usa ancora il bagno tradizionalmente». Frosio è il consigliere che durante la votazione della Cascinazza ammise di avere votato per un collega perché era andato in bagno. Lui, per conto suo, ci va «tradizionalmente». Chissà cosa vorrà dire. Non si capisce come faccia quando si trova lontano da casa: in Autogrill, o al bar, chissà come potrà evitare la contaminazione nell?atto stesso della minzione.
Problemi suoi. Quello che emerge da queste dichiarazioni pronunciate in sede ufficiale, nell?ambito della discusssione della IV Commissione (di cui vi proponiano una trascrizione artigianale a cura del gruppo Verdi), è che il razzismo non è nemmeno più strisciante. È dichiarato. E si capisce come la questione dei bagni dei phone center, come sospettavamo da tempo, ne nasconde di più insidiose e di più vaste dimensioni. E riguardano la società tutta: dal locale (anche nel senso del gabinetto) al globale.
Di fronte allo sciopero della fame indetto da alcuni gestori di phone center, il Consiglio ha aggiornato la propria discussione a dopo pranzo. Un fatto di per sé significativo. La maggioranza non ha voluto rivedere la posizione espressa in commissione. Non è ammissibile la proroga. Punto. Non è concepibile venire incontro alle esigenze dei tanti operatori che hanno denunciato ? anche attraverso la nostra campagna ?Telefono casa? ? il pericolo che il 90% dei phone center, dei centri di telefonia fissa, cioè, sia costretto alla chiusura. Proprio i difensori della famiglia tradizionale, ha ricordato Arturo Squassina, consigliere Ds, si ostinano a negare che i componenti di famiglie divise dalla lontananza possano parlare tra di loro. Proprio i promotori del libero mercato, i suoi esteti, negano la possibilità agli imprenditori di mettersi in regola, di trovare un equilibrio economico per le loro attività. A ciò si aggiungono forsennati attacchi al Tar che ha recentemente messo in discussione l?applicabilità della legge. Nei bagni dei phone center è in gioco il punto di vista sulla globalizzazione, sui fenomeni migratori (non quelli delle peppole, quelli delle persone, intere popolazioni che si trasferiscono verso il nostro paese), sul tema decisivo dell?integrazione tra le persone che vivono nella nostra Regione. Penso a quand'ero italiano all?estero, quando ero studente in un paese straniero (come altri in quest?aula con cui ho avuto il piacere di confrontarmi). Non avevo bisogno di andare in bagno, non volevo collegarmi con le centrali di Al Qaeda, volevo telefonare e scrivere a casa, alla mia ragazza, alla mia famiglia. Chiudere i phone center o sottovalutare la chiusura del 90% del totale è una soluzione facile per il consenso e nello stesso tempo totalmente irresponsabile dal punto di vista politico, perché il problema è forse troppo sofisticato e complesso per il nostro dibattito politico regionale. Il problema è che non stiamo interpretando l?immigrazione, le culture che convivono nel nostro paese, le identità, il pericolo del comunitarismo, le difficoltà di una società complessa e ricca di problemi e di possibilità che non conosciamo e di cui preferiamo non parlare. E il phone center è una metafora significativa di un mondo che cambia, in cui sono in campo relazioni, affetti, pensieri, lontananze e vicinanze, senza che noi in Lombardia sappiamo dire nulla di tutto questo. Abbiamo chiesto la proroga di un anno, perché la norma votata lo scorso anno non sia vissuta come una punizione, ma come un tentativo per risolvere i problemi e non per crearne di nuovi. Solo alcuni, troppo pochi esponenti del centrodestra hanno voluto comprendere il nostro appello. E così, nessuna proroga per i phone center: che chiudano pure. La globalizzazione in Lombardia si discute alla toilette.
Rinnovo il mio sdegno verso questi atteggiamenti razzisti da parte della Lega Nord
Ennesimo episodio di bullismo tra ragazzini. Questa volta teatro dell'aggressione non è stata la scuola, ma un oratorio, il "Don Bosco" di Bariano, in provincia di Bergamo. Un ragazzino autistico, un 12enne di origine brasiliana, è stato insultato e picchiato davanti a numerosi coetanei che lo filmavano con il telefonino. L'episodio è stato portato alla luce dal Giornale di Treviglio. Anche la madre è stata minacciata.
Il fattaccio è avvenuto mercoledì scorso, nel cortile dell'oratorio. "Erano più o meno le 16.30, alcuni amici di mio figlio mi hanno bussato alla porta, erano spaventati, dicevano che era stato picchiato - ha raccontato la madre del bambino, Zuelya Da Silveira Santos, che da tre anni vive con la famiglia in paese - Mi sono precipitata all’oratorio e ho trovato il bambino circondato da alcune mamme, l’ho portato a casa e lì lui mi ha raccontato che era stato aggredito da un ragazzo grande".
Secondo quanto raccontato dal piccolo, il ragazzo più grande lo avrebbe prima insultato dandogli dello "sporco brasiliano", e quando il ragazzino ha reagito sputandolgi, è stato aggredito: l'energumeno gli ha preso la testa e gliel’ha schiacciata contro un gradino. Medicato in ospedale gli è stato diagonistico un trauma cranico non commotivo.
Ma i fatti spiacevoli non sono finiti qui. Infatti la madre è tornata all'oratorio per avere spiegazioni e invece di trovare conforto si è vista insultata a sua volta. "I giovani e le madri che si erano radunati lì invece mi dicevano di tornare al mio Paese, qualcuno mi ha anche gridato “brutta nera” e qualcun altro scattava foto col telefonino". Seguendo la descrizione fatta dal figlio la donna è riuscita a individuare chi l’aveva picchiato: "Era un ragazzone più alto di me - racconta al Giornale di Treviglio - stava fra gli altri che mi insultavano e io ho avuto paura". Ora il bimbo non vuole più tornare a scuola mentre Zuelya è avvilita e delusa. "Sono molto religiosa e credo nei valori insegnati da don Bosco - racconta - Quando sono venuta a vivere a Bariano ero contenta di stabilirmi in un paese piccolo, dove tutti si conoscono, dove i miei figli non avrebbero corso rischi. Quello che è accaduto è grave. Mio figlio è malato e la sua malattia lo rende iperattivo, non sa distinguere fra lo scherzo e la provocazione. È seguito costantemente da un’assistente ma negli ultimi tempi provava ad andare un po’ da solo all’oratorio e noi lo sorvegliavamo da lontano. Più volte abbiamo visto che i grandi lo provocano, lo colpiscono con il pallone".
Il problema di Castelli è che è fatto di sabbia...
Il min. Calderoli: "Gli immigrati? Tornino a ballare con le scimmie!"
VENEZIA - "La legge Bossi-Fini é una legge che funziona ma di immigrati ce ne sono ancora troppi". La pensa così il ministro delle Riforme Roberto Calderoli, intervenuto ieri alla Festa dei Popoli Padani a Venezia.
Il ministro leghista ha ricordato che la normativa ha funzionato raddoppiando le espulsioni e più che dimezzando gli ingressi, ma "non va bene come viene applicata". "Quando arrivano - ha detto Calderoli riferito agli immigrati - vanno rispediti indietro. Altro che andarli a prendere sotto le coste libiche".
"Pisanu - ha aggiunto il ministro - si è inventato la consulta dell'Islam ma questo vuol dire riconoscerli e soprattutto significa non dire loro che devono rispettare le nostre leggi. Tornino nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla a ballare con le scimmie".
(19 settembre 2005)
Sindaco leghista indagato per reati di discriminazione razziale
Maurizio Colman, primo cittadino di Piovene Rocchette è accusato di aver sostenuto con ogni mezzo un'ordinanza che vieta ai nomadi l'ingresso nell'area comunale
PIOVENE ROCCHETTE (VICENZA) - Maurizio Colman, sindaco leghista del comune di Piovene Rocchette è stato iscritto nel registro degli indagati, per discriminazione razziale. Colman è accusato di aver sostenuto con ogni mezzo un'ordinanza che vieta ai nomadi l'ingresso nell'area comunale.
La vicenda era in già stata portata all'attenzione dei media quando, lo scorso agosto, le Associazioni Sucar Drom e Ente Morale Opera Nomadi hanno contestato e diffidato lo stesso sindaco, sporgendo denuncia contro di lui.
Era più di un anno che le comunità Rom cercavano di portare la questione in tribunale, ma le organizzazioni burocratiche hanno continuato a rinviare le procedure, nella speranza di poter costruire un dialogo tra le comunità e il sindaco. Dall'altra parte, sia la Lega Nord che i cittadini del comune vicentino si sono mostrati solidali con il sindaco, organizzando fiaccolate e manifestazioni nelle strade locali.
Nello specifico, l'ordinanza in questione vieta la sosta e il pernottamento su tutto il territorio comunale: sono stati anche eretti una quindicina di cartelli segnaletici di divieto di sosta a camper o roulotte o altri mezzi guidati da nomadi. Il sindaco Colman ha dichiarato in sua difesa: "Io credo che l'ordinanza non discrimini nessuno. Serve il rispetto delle regole, e queste persone non rispettano quelle urbanistiche ed igienico-sanitarie".
"Più Colman, meno zingari"
Questo è stato lo slogan degli abitanti del paese e della provincia, schieratisi dalla parte del sindaco, durante le manifestazioni ed i comizi dello scorso mese.
"Lega la Lega - Slega i diritti"
Con questo slogan, il gruppo LiberaZone ha risposto alle fiaccolate del paese, scrivendo la frase su tutti i cartelli "anti-nomadi" collocati dal comune. Christian Moresco, portavoce del gruppo ha dichiarato: "Questa nostra iniziativa intende denunciare pubblicamente una situazione che si è venuta a creare nell'Alto Vicentino in particolare a causa di atteggiamenti razzisti e xenofobi fomentati dalla Lega Nord".
(11 dicembre 2006)
lega ambiente, quella era legambiente !
Infatti me lo ricordavo questo fatto Pol.sco.
E pensare che le sinistre accettarono di buon grado di allearsi con la Lega Lombarda pur di far cadere Berlusconi, democraticamente eletto
E che elogi (per chi ha buona memoria) per i leghisti "veri rappresentanti del popolo"!
Un buon vino di qualita il Castellinoooo
Bè, sul fatto che Castelli sia a livello del precedente ci andrei cauta. E' ruspante nell'esprimersi, ma non è stupido, anzi, tanto vero che pure la sinistra sta riprendendo numerose sue ipotesi di lavoro.
La lega è un movimento molto più complesso di quanto non si creda dove troviamo varie anime e personaggi differenti tra loro. Attenzione a non fare di ogni erba un fascio perchè tra i leghisti ci sono teste pensanti che nulla hanno da invidiare a quelle di altri partiti.
Poi troviamo anche numerosi sparigliacarte che parlano a vanvera e sono gli impresentabili, ma che servono ad esprimere la pancia viscerale del movimento.
Per me non è cattiveria, è che proprio mancano di capacità di elaborazione.Basta sentire gli argomenti di Castelli quando parla.
Vi ricordate quella trovata pseudoberlusconiana secondo cui l'ex ministro era stato molestato sessualmente da una signora?
Ecco questo è l'orientamento adottato e il modo di relazionarsi dei verdi non Verdi.
Al peggio non c'è mai fine.
Marcello non esitare a pubblicare ogni "stronzata" che quella "gente" propina...Si devono vergognare anche solo ad uscire di casa!
Quanto dichiarato dal cosigliere leghista rispecchia pienamente il loro bassissimo livello Kul-turale.
Quando senti certe cose mi vergogno di essere lombardo e di abitare nella pianura padana. Ho visitato il museo per i diritti civili a Memphis costruito nell’albergo Lorraine famoso per essere stato il luogo dove è stato assassinato Martin luter King. Mi vengono semplicemente i brividi a pensare che c’erano i bagni per i neri (colored) e per i bianchi (white) distinti. Ma la stessa logica veniva usata sui Bus (separati per razze), nei negozi, nel lavoro e nelle scuole. Se trasgredivi erano, quando andava bene, botte da tutti, polizia, cittadini bianchi ecc…Purtroppo lo è stato fino a solo pochi anni fa (anni 60). Ancora oggi, da consigliere comunale di opposizione, ho presentato una mozione per intitolare una via a Martin Luter king. Il commento del sindaco è stato: (considerate che non sa parlare l’italiano ed è pure un fascista) ci provo con il dialetto: tà voleres mia meter nà via a chel negher lè chel so nià chi lè? Alura fom nà via a Enrico Fermi! . Cosa vuoi discutere con gente simile! Marcello, dovevi solo coprirlo di insulti pesanti e basta! Che è l’unica cosa che capiscono nel loro cervello. Alla faccia della “razza padana” (di merda aggiungo io)
Saluti
Roberto