11/03/2010
La Giunta Regionale della Lombardia ancora una volta ha ricorso al consiglio di stato contro una sentenza del TAR sul Piano Cave di Bergamo. Ancora una volta la Giunta Regionale ricorre contro una sentenza favorevole alla tutela del territorio. Nonostante ormai l'abitudine a queste azioni della Giunta favorevoli ai cavatori e sfavorevoli al territorio, ancora una volta diciamo: vergogna! La Giunta Regionale è infatti ricorsa contro tutte le sentenze del TAR favorevoli agli ambientalisti o alle amministrazioni comunali che vogliono tutelare il proprio territorio, in questo caso l’amministrazione di Arcene.
Lo scandalo sono i due pesi e le due misure. Posto che la motivazione principale del Tar, quella con cui ha tolto o reintrodotto cave accogliendo tutti i ricorsi, è sempre la stessa - ovvero che il Consiglio non poteva apportare modifiche sostanziali al Piano varato dalla Provincia - per quale ragione la Giunta Regionale non ha ricorso contro le sentenze che davano ragione ai cavatori come nei casi di Casirate d’Adda e di Caravaggio? Con che faccia l’Assessore Rossoni si presenta a tutti i presidi e le manifestazioni contro la cava di Caravaggio che lui stesso ha approvato in Giunta, quelòla cava che il Consiglio Regionale stralciò con un emendamento dell’opposizione e che il TAR ha reintrodotto senza alcuna resistenza da parte della Giunta e dello stesso Rossoni?
Ora, nel caso di Arcene, la Giunta Regionale sa che non potrà vincere al Consiglio di Stato perché la legge è chiara. Due sono le cose da fare: ritirare l’impugnativa contro la sentenza del TAR Lombardia e approvare una nuova legge per la gestione dei piani cave che ridia trasparenza al mercato e tutela all’ambiente e al paesaggio della nostra regione. L’appuntamento è con il prossimo Consiglio Regionale.
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