21/09/2007
E’apparsa oggi su “La Voce di Bergamo” a firma di Pierluigi Saurgnani la notizia che sul Piano Cave di Bergamo la Regione ha fatto calare un velo di silenzio.
Regione Lombardia, infatti, non ha ancora fornito alla Provincia di Bergamo i documenti relativi alla versione del Piano licenziato dalla VI Commissione a fine luglio e appesantito alla fine (nei passaggi in Giunta Regionale e in Commissione) di ben 8 milioni di metri cubi rispetto alle proposte della Provincia di Bergamo.
“Ha dell’incredibile – commenta il Consigliere dei Verdi Marcello Saponaro – il Piano Cave per gli interessi territoriali ed economici che muove deve essere trasparente come un cristallo di Boemia! E dato che dalla Giunta (si legga: Assessore all’Ambiente Marco Pagnoncelli) non hanno avuto il “tempo” di badare all’interesse dei cittadini e si sono “dimenticati” di consegnare al presidente della Provincia Valerio Bettoni gli allegati della lettera di comunicazione delle votazioni in Commissione (per lo più le schede tecniche dei privati!), ci penserò io stesso lunedì mattina a far avere a Bettoni la copia dei documenti da lui richiesti, e che sono da ieri ufficialmente in mio possesso”.
copyleft 2009 Marcello Saponaro | Scrivi alla redazione
webmastering Leonardo Fiorentini per iWorks comunicazione scarl
Incredibile anche come la legge di riferimento N.14 del 1998 , non sancisca regole e definizioni chiare su un argomento tanto importante come il ripristino delle aree dopo l'attività di escavazione.
Cosi' succede che , per la Cava di Onore (BG), la Commissione abbia capito :
1. l'impossibilità oggettiva di far convivere una cava a 800 metri di altitudine, con un paese che inizia a 30 metri dalla cava stessa e finisce 100 metri più basso di quota..sull'alveo di un torrente in un'area classificata R4: alto rischio frana
2. l’impossibilità di far rientrare i parametri acustici completamente fuori norma: un vagliatore al centro di una valle a cono rovesciato...ovvero con l'effetto ECO ,
3.l’impossibilità di trovare una soluzione per le polveri che si alzano a nuvola, in quanto trattasi di Cava di Sabbia posta in un contesto morfogeologico di una valle protetta dai venti, e che si depositano quindi davanti alle abitazioni
4. l’inaffidabilità del gestore : che ha scavato fuori dai perimetri del piano cave per 10 anni.
Ha capito...ed allora cos'ha fatto: ha “riclassificato” la cava di Onore come “Cava di Recupero”.
La cosa che suona come una presa per i fondelli è che la Commissione , ha lasciato INVARIATO LE VOLUMETRIE DI ESCAVAZIONE del precedente piano cave…cambiando il nome il problema ,per noi, non cambia…la cava continuerà a coltivare per altri 10 anni e con le stesse volumetrie del precedente piano cave !!
Se si cerca di capire come puo’ avvenire una tale presa per i fondelli, basta leggere la legge di riferimento, ovvero la Regionale N. 14 del 1998 l’articolo 39, che dovrebbe regolare il riassetto delle cave cessate, non dice quasi nulla. Ne tantomeno la legge chiarisce la definizione di : Cave Cessate, o di Cave di Recupero.
La legge fa’ solo una distinzione tra “cave attive” e “cave cessate” e NON esiste alcuna definizione per “Cave di Recupero”.
Pertanto , per la Commissione, la riclassificazione di una Cava di Coltivazione a Cava di Recupero, non incide sulla volumetria da autorizzare all’estrazione !!
Come dire: che è la stessa cosa.
La legge Regionale è una legge troppo debole e quindi a beneficio della forte lobby degli escavatori.
Ma come è possibile che questa legge che tocca direttamente il quieto vivere della gente , NON è stata migliorata in 10 anni ?
La legge Regionale deve prevedere che le Cave non più di Coltivazione ma di Recupero Ambientale, debbano essere destinate SOLO al Recupero Ambientale e quindi NON debba esservi alcuna Coltivazione.
Cara Commissione, ci hai preso in giro ….ci vediamo al TAR !
Comitato Valle del Righenzolo
Onore ( BG )