25/02/2008
I Verdi: “Altri documenti smentiscono l'Assessore Pagnoncelli. Siamo riusciti a farlo dimettere dalla Provincia, a far dismettere alla sua famiglia la società coi cavatori. Ma all’incompatibilità tra cariche e al conflitto d’interessi si aggiungono le bugie. Pagnoncelli si dimetta anche dalla Regione”. Presentata stamattina un’interpellanza
“Dice che non so leggere le carte. Invece, le carte, qualcuno le ha cambiate”.
Così Marcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi ribatte alle dichiarazioni dell'Assessore regionale all'Ambiente Marco Lionello Pagnoncelli, che nell’aula del Consiglio Regionale ha respinto le accuse di conflitto d’interessi sul Piano Cave di Bergamo. A rincarare la dose, l’interpellanza presentata stamattina e rivolta al presidente Formigoni nella quale Saponaro chiede “quali misure si intendano adottare per ristabilire una situazione trasparente per il piano cave di Bergamo”.
“Siamo riusciti a farlo dimettere da consigliere provinciale, a far dismettere alla sua famiglia la società coi cavatori. Ora – prosegue Saponaro – chiediamo le sue dimissioni anche per le bugie documentate”.
Prima operazione, mettere in fila le dichiarazioni per mezzo delle quali l’assessore regionale alla Qualità dell’ambiente Marco Lionello Pagnoncelli si è difeso dalle accuse di conflitto d’interessi che da 6 mesi il consigliere Saponaro gli muove:
- in data 6 dicembre 2007 l’Ansa riprende la seguente dichiarazione di Pagnoncelli: “Ci sono stati rapporti con Locatelli ma sono tutti chiusi da diversi anni”.
- in data 27 novembre 2007 L’Eco di Bergamo riporta la seguente dichiarazione di Pagnoncelli che parla di “Rapporti antichi e ormai chiusi da tanti anni, da tempo non intrattengo più rapporti economici con
INVECE: Almeno fino al 4 ottobre 2007 la famiglia Pagnoncelli, tramite
- in data 6 dicembre 2007 sempre l’Ansa riporta le parole di Pagnoncelli: “Facciano pure la petizione (per chiedere le sue dimissioni, ndr) ma non c’è nessuna incompatibilità. Non c’è mai stato un momento in cui potesse sorgere conflitto d’interesse”.
- in data 27 novembre 2007 l’assessore dichiara al Corriere della Sera che “I rapporti d’affari sono stati con la mia famiglia, non con me. E comunque in un periodo in cui non ero ancora assessore. Da anni non c’è più nessun legame”.
INVECE: in data 22 dicembre 2005
Pagnoncelli diventerà assessore alla Qualità dell’ambiente il 7 luglio 2006.
In quella data
A quel punto il Piano Cave di Bergamo è già stato licenziato non solo dalla Giunta, ma anche dalla Commissione Ambiente, che lo ha approvato il 31 luglio 2007.
“Per un anno e oltre – dice Saponaro - Pagnoncelli è stato l’assessore alla “partita” delle cave e contemporaneamente procuratore speciale dell’azienda di famiglia (
Tornando alle dichiarazioni di Pagnoncelli, solo in data 5 febbraio 2008, Pagnoncelli risponde in aula a Saponaro smentendo il presunto conflitto d’interessi e invitando Saponaro stesso a imparare a leggere le visure camerali:
- verbale del consiglio Regionale del 5 febbraio 2008 : “Non so dove il Consigliere Saponaro riesce a prendere certe notizie, a me sconosciute. Io credo che qualche pusher dei cavatori informi male e, posso dire con esattezza, che quantomeno i dati in suo possesso sono errati perché io non posseggo,
L’avevamo già fatto: le visure stampate in data 12 ottobre 2007 al Cerved attestavano una cessione parziale di quote pari al 10,76% (data atto 4/10/2007, data deposito 5/10/2007, data iscrizione 8/10/2007, repertorio alla Camera di Commercio n: 119315 ALLEGATO 3, visura effettuata il 12 ottobre 2007) dalla SPI a Roberto Bracci, manager del Gruppo Locatelli. Alla SPI della famiglia Pagnoncelli restava il 39,24% nella società.
Che la famiglia Pagnoncelli avesse ceduto solo l’11 per cento era stato denunciato da Saponaro a mezzo stampa in data 7 dicembre 2007, e
Abbiamo deciso, nei giorni successivi al Consiglio Regionale in cui Pagnoncelli negava di avere partecipazioni, anche indirette, in SPILO, di tornare a consultare le visure (ALLEGATO 4, visura effettuato l’8 gennaio 2008): in data 8 febbraio 2008
Stesso numero di repertorio della precedente (n. 119315).
Una registrazione avvenuta quattro mesi dopo e con lo stesso numero di repertorio.
“Come è possibile?” continua a interrogarsi Saponaro.
Guardiamo più nel dettaglio la cessione (ALLEGATO 5).
Abbiamo verificato l'atto di vendita depositato in Camera di Commercio: riporta la cessione di 5.000 euro nominali al prezzo di 1.076 euro.
La stessa cifra che nella prima visura di SPILO al Cerved rappresentava le quote nominali cedute.
Quale atto di vendita è stato registrato l’ 8/10/2007? E perchè quello oggi depositato in CCIAA è stato registrato dal notaio solo 4 mesi dopo?
Noi crediamo sempre alla buona fede. Non crediamo al dolo e il dolo sarebbe un reato molto grave. A parte i pasticci – ripetiamo, sicuramente in buona fede - di un atto di cessione avvenuto il 4 ottobre e registrato due volte, una l’8 ottobre e una seconda l’8 febbraio 2008, resta fermo il punto: durante tutto l'iter del Piano Cave e fino all'approvazione in Commissione il 31.7.2007 la famiglia Pagnoncelli era in società con i Locatelli.
“Cosa sia successo dopo – dice Saponaro – non lo so. Ma da oggi Pagnoncelli non deve più rispondere solo del conflitto di interessi risolto troppo tardi. La fuoriuscita della sua famiglia dalla società coi cavatori è stata fuori tempo utile. Ora il tempo è utile solo per dire la verità e approvare un piano cave trasparente e sostenibile” conclude Saponaro.
copyleft 2009 Marcello Saponaro | Scrivi alla redazione
webmastering Leonardo Fiorentini per iWorks comunicazione scarl