09/08/2005
da Il Cittadino del 09.08.2005
Bertonico. Via libera definitivo per l’impianto Energia da 750 megawatt. Contestatissima decisione a Roma: il ministero dà l’ok senza convocare il territorio L’ultima speranza è il ricorso al Tar ma per ribaltare la decisione serve un miracolo
Bertonico La batosta è arrivata ieri mattina, anche se il ministero aveva deciso già da quattro giorni. La centrale Energia di Bertonico e Turano si farà comunque, in spregio alle proteste del territorio e al fatto che a soli 20 chilometri di distanza c’è un altro impianto termoelettrico capace di produrre quasi 1.500 megawatt. A meno che il Tar della Lombardia non prenda una decisione clamorosa, la battaglia per contrastare la centrale di Bertonico-Turano appare perduta, dopo che il ministero dell’Ambiente, mercoledì scorso ha fornito la sua autorizzazione integrata ambientale (autorizzazione vincolante introdotta da un decreto dello scorso febbraio e per la prima volta “usata” proprio per l’impianto della Bassa lodigiana) necessaria al via libera definitivo, e il giorno dopo il ministero delle Attività Produttive ha concluso la conferenza dei servizi dando la benedizione finale alla centrale del gruppo Cir-De Benedetti.
Per la provincia di Lodi e i comuni di Casale, Turano e Bertonico, oltre al danno, anche la beffa. Il ministero delle Attività produttive, infatti, non ha ritenuto di doverli più convocare in conferenza dei servizi, non essendo vincolante il parere degli enti locali e chiudendo in un cassetto le ulteriori richieste prescrittive avanzate nelle scorse settimane proprio dal Lodigiano. Uno smacco senza precedenti. Peggio: il 4 agosto la presidente della conferenza dei servizi, Maria Carmela Giarratano scriveva alla provincia che le osservazioni chieste e ottenute dal Lodigiano erano state inviate al ministero dell’Ambiente per la procedura di autorizzazione integrata ambientale, e mai discusse col territorio. Allo stesso modo l’iter è stato concluso con il via libera definitivo del ministero delle Attività produttive.
Il presidente della provincia Osvaldo Felissari è deluso: «È una cosa senza precedenti, siamo stati tagliati fuori del tutto. Non sappiamo nemmeno quali prescrizioni abbiano inserito, dato che il plico era troppo voluminoso e ce l’hanno mandato per posta». Ancora una volta, come la delibera regionale d’indirizzo della centrale di Bertonico due anni fa, una decisione vitale e poco popolare per il territorio è arrivata a ridosso di Ferragosto, in pieno periodo estivo. Sarà più difficile sostenere, come fece Formigoni due anni fa, che si tratti ancora di una coincidenza e non di una “furbata”. Non è da escludere nemmeno il fatto che, con il riavvicinamento tra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti, il governo di centro destra non abbia voluto mettere i bastoni fra le ruote a un progetto ai cui l’ingegnere del gruppo Cir crede fermamente, dato che è l’unico che non si è fermato quando il ministero dell’Ambiente ha istituito una nuova commissione per valutare l’impatto delle polveri e degli altri inquinanti provenienti dalle centrali turbogas in atmosfera.
Game over. Se qualcuno aveva ancora una flebile speranza di respingere l’arrivo della centrale di Bertonico ci ha pensato ieri il governo di Silvio Berlusconi a vanificarla. La centrale si farà comunque, anche se la provincia afferma di avere ancora qualche freccia nel suo arco per rovesciare il verdetto. «Stiamo lavorando con i nostri legali per il ricorso al Tar - spiega Osvaldo Felissari, presidente della provincia -. Abbiamo tempo fino alla fine di settembre per impugnare la delibera della regione insieme, così come avevamo già fatto per le altre autorizzazioni del ministero. Prima che inizino i lavori c’è ancora tempo e dunque può succedere di tutto». Ancora una volta gli enti superiori (due anni fa era stato il Pirellone, ieri il ministero delle Attività produttive) hanno aspettato il mese di agosto per dare il via libera definitivo, quando l’eco della protesta del territorio si era ormai spenta da tempo. Felissari scuote la testa: «È la solita storia». Il Lodigiano prova a rialzare la testa dopo aver ricevuto l’ennesimo smacco, il peggiore di tutti perchè in questo caso i rimedi sono pochissimi e i tempi ancora più stretti. Per domani pomeriggio alle 18 è stata convocata una riunione nella sala ex chiesetta a San Cristoforo del coordinamento contro le centrali. Gli assessori Antonio Bagnaschi (ecologia) e Francesca Sanna (ambiente), insieme a Felissari, proveranno a concordare i prossimi passi. Insieme alla battaglia legale, che appare come l’ultima via possibile per rovesciare il verdetto romano, saranno in cantiere nuove manifestazioni di mobilitazione di massa e di protesta. Accanto alla provincia e ai tre comuni coinvolti si schiera come sempre la Coldiretti che alla fine della scorsa settimana ha presentato un doppio ricorso al Tar contro la valutazione d’impatto ambientale concessa dal ministero dell’Ambiente e la delibera d’autorizzazione regionale.
Agli avvocati ricorrerà anche Legambiente: «A livello nazionale impugneremo l’autorizzazione alla nuova centrale di Turano e Bertonico - afferma il presidente regionale Andrea Poggio -. Ma la via giudiziaria non basta. La lotta proseguirà nei comuni interessati al fianco degli abitanti, degli agricoltori, degli amministratori che si opporranno a una decisione assurda dal punto di vista sia ambientale che di politica energetica». Lo stesso Poggio sottolinea che l’autorizzazione all’impianto della Bassa potrebbe essere una doppia beffa per il Lodigiano: «Proprio l’assessore regionale Domenico Zambetti, qualche giorno fa, ricordava che probabilmente non ci sarebbe stato alcun bisogno di nuove centrali in Lombardia, come abbiamo sempre sostenuto. Se riusciranno a costruire il sito di Bertonico, questa nuova centrale potrebbe davvero essere l’ultima che si farà e sarebbe davvero una beffa oltre che un errore clamoroso» pronta reazione anche dei consiglieri regionali dei Verdi Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro: «Il Lodigiano non può sopportare l’impatto di un’ulteriore centrale. Questa decisione è uno schiaffo ai più elementari principi di democrazia e una beffa della pianificazione e del governo del territorio». E Mauro Tresoldi, consigliere comunale dell’Udc a Turano, promette: «Insieme alle amiche del Ma.pa. (Mamme per l’ambiente, ndr.) mi farò incatenare ai cancelli dei cantieri per impedire l’inizio dei lavori».
Centrali e tumori
Avevo deciso di non scrivere più sull’argomento dell’inquinamento, dei tumori e delle centrali, dato che per me le cose erano ormai sufficientemente chiare, ma devo dire che molti concittadini del Lodigiano che ho incontrato in questi ultimi mesi mi hanno sollecitato a farlo, forse perché sentono sempre più il bisogno del contributo di voci indipendenti, fuori da ogni condizionamento e da ogni convenienza di bottega che sappiano parlare ai cittadini presentando i fatti. Dunque dove eravamo rimasti? 1) Esiste una correlazione fra Inquinamento, polveri fini e tumori per cui il Lodigiano ha il primato italiano da decenni? In questo ultimo periodo due riviste italiane hanno ripreso l’argomento svolto nei lavori scientifici Usa (Pope J.A.M.A. marzo 2002) che io ho citato spesso dalle colonne del «Cittadino»: “Il giornale Fondamentale della Associazione Italiana Ricerca sul Cancro” del mese di aprile 2005 a pagina 18 dice che “studi statunitensi valutano un aumento importante del rischio di cancro al polmone per ogni 10 microgrammi al metrocubo di PM 10 in più presenti nell’aria, mentre il notiziario mensile della Associazione Italiana di Epidemiologia del mese di giugno 2005 a pagina 3 ci parla degli studi di correlazione fra esposizione continua alle polveri fini e lo sviluppo dei tumori polmonari (+6%) e delle malattie cardiovascolari (+ 12%), per ogni 10 mcg/m.c. Studi simili con risultati e citazioni analoghe hanno ottenuto ricercatori in Olanda, Norvegia e Svizzera. Credo ormai che, a parte l’Asl di Lodi e qualche ambientalista professionista, nessuno possa ormai dubitare di questa correlazione.
A mio avviso tacere su questi dati di letteratura o negarli vuol dire volutamente e colpevolmente svuotare il contenuto di una battaglia per la salute che è l’elemento di fondo del no alla costruzione di nuove Centrali nel Lodigiano. 2) Ma le centrali termoelettriche producono polveri fini? In certa letteratura scientifica nazionale ed internazionale (Armaroli, novembre 2003; Spath 2000), si legge che in California il contributo previsto di PM 10/anno al camino per una centrale turbogas di 800 MW, sulla base dei dati forniti dai produttori di turbine, sarebbe dalle 150 alle 250 tonnellate. Se questo fosse vero, un calcolo approssimativo di emissioni dovuto alla combustione delle quantità di gas e di olio del 2001 da parte di Endesa, porterebbe a dire che il solo particolato primario (al camino) avrebbe prodotto ben oltre 300 tonnellate di PM10. Per calcolare poi il contributo del particolato condensabile e secondario (che si forma dopo il camino) e di cui forse bisognerebbe tenere conto almeno in parte data la specificità della pianura Padana, si deve partire dalle 2940 tonnellate di anidride solforosa e dalle 2241 tonnellate di ossidi di azoto emessi secondo Arpa ed Endesa dalla centrale di Tavazzano nel 2001 per la produzione di energia. Ipotizzando una conversione molto approssimata in difetto del 40% in peso avremmo quindi un contributo alle polveri fini del particolato secondario di oltre 2000 tonnellate. Se invece si vanno a considerare le elaborazioni degli scienziati dell’Arpa sulle polveri del Lodigiano, prendendo ad esempio il 2001, si può vedere che il PM10 emesso dalla combustione per la produzione di energia e trasformazione combustibili sarebbe di 43 tonnellate (8% del totale, contro le oltre 300 tonnellate ipotizzate dallo studio precedente), mentre il contributo al PM10 della combustione non industriale ammonterebbe a 62 tonnellate (11% del totale). Questi dati sono in accordo con quanto affermato da Endesa che, per il 2001, dichiara 45 tonnellate di polveri al camino, misurate con un opacimetro ad estinzione certificato, a fronte della combustione di oltre un miliardo e cento milioni di metri cubi di gas e 173 mila tonnellate di olio.
E così pure i dati Arpa ed Endesa coicidono per le emissioni di anidride solforosa (2940 tonnellate) e di ossidi di azoto (2241 tonnellate). Il trasporto su strada poi, secondo Arpa, produrrebbe 275 tonnellate di PM10 (49% del totale). Siamo sicuri che l’opacimetro ad estinzione rappresenti lo strumento più adatto per stimare le polveri generate dalla Centrale termoelettrica, anche nel caso della combustione con metano? Perchè ci sono queste enormi differenze fra le due fonti? Ho chiesto chiarimenti sia pubblicamente che per iscritto ad Arpa su queste dati: nel primo caso gli uomini dell’Arpa hanno abbandonato la sala per protesta, nel secondo caso da oltre tre mesi attendo una risposta. 3) Ma il Lodigiano come sta con le polveri? È noto a tutti che il Lodigiano si trova al centro della Pianura Padana che è tra le zone più inquinate del mondo. Se noi andiamo a vedere sui rispettivi siti i dati pubblicati dai Comuni risulta che dal mese di ottobre a fine giugno 2005 le polveri nel Lodigiano sono sistematicamente più alte che in Milano ed anche se lo sforamento dei mesi estivi, sia per diverse condizioni climatiche, sia per l’effetto della metodologia di analisi sulle polveri, è assai più contenuto che nei mesi invernali, nei mesi da ottobre a marzo abbiamo avuto sistematicamente e continuativamente livelli di polveri di 4 o 5 volte superiori a quelli tollerati dalla salute. 4) Che cosa contengono queste polveri? Come dimostrato dal lavoro fatto fare a febbraio 2005 con pochi soldi dall’ex assessore Marzorati si è confermato (e questa premessa è importante per capire il seguito) che il territorio di Lodi si trova ampiamente al di sopra dei livelli di PM10 imposti dalla Comunità Europea: voglio ribadire che i valori medi mensili per ben 6 mesi continuativamente hanno superato di quasi il doppio quanto stabilito dalle attuali disposizioni e di 4 volte i limiti che saranno imposti dal 2010. In effetti, i dati di Arpa, hanno confermato che “la media delle polveri per il periodo dei 23 giorni esaminato, è stata di 85 microg./m.c. con 19 giorni di superamento del limite giornaliero”. Sono presenti poi, sia nel PM10 che nel PM 2,5 quantità importanti (per la salute) di idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) che sono notoriamente cancerogeni quali il ben noto benzo(a)pirene ed altri 5 composti della stessa famiglia (benzo e dibenzoantraceni, benzofluoranteni, indenopireni, dibenzopireni) che portano, in tutto, da 5 ad 8 ng/mc. circa, le quantità di sostanze cancerogene presenti nelle polveri. Anche Arpa nella sua relazione ammette “che i valori monitorati di benzo(a)pirene hanno superato normalmente il limite consentito” dalle norme comunitarie in materia.
Per ciò che riguarda il contenuto di metalli, le analisi effettuate sulle polveri hanno riscontrato in alcuni casi quantità rilevanti di Nichel, anche se si afferma che i metodi di analisi di Arpa non sono aggiornati e non soddisfano la sensibilità richiesta dalla recente legge comunitaria. Se si può credere che la composizione delle polveri di Lodi non sia molto diversa da quella di Milano, il problema diventa riconoscere che Lodi è stata nei mesi da ottobre a marzo una delle peggiori città della Lombardia, sia come numero di giorni di superamento del limite che come quantità di polveri misurate. E gli esperti ci dicono che nel passato era certamente molto peggio. 5) Ma cosa fanno le istituzioni, i partiti? Nelle riunioni pubbliche istituzionali, alle quali un cittadino qualunque non è consentito parlare, non si sente nessuno (a parte alcuni cenni del Presidente della Provincia) che ci racconta questi fatti. Perché? Eppure sarebbero argomenti che potrebbero mobilitare fortemente l’opinione pubblica contro le Centrali e per il disinquinamento e creare una forte coesione fra la gente, prescindendo dalle opinioni politiche di ognuno. Non solo, ma richieste di chiarimento ufficiali sui contributi delle fonti emissive da parte di autorevoli amministratori (quali sindaci, presidente Provincia) verso gli enti preposti, a vario titolo, a tutelare la salute dei cittadini quali Asl ed Arpa, potrebbero ad esempio farci avere informazioni per permettere di svolgere importanti azioni sulla riduzione delle emissioni inquinanti nel territorio. Perchè non ci si muove su questo fronte? Non basta dire no alle Centrali, se si vuole essere credibili presso i cittadini ed ottenerne il consenso e la mobilitazione; bisogna documentare, sensibilizzare, fare azioni concrete per la riduzione delle fonti/quantità inquinanti e non solo affermazioni che sanno tanto di campagna elettorale.
Antonio Proni
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Grazie Prodi per la centrale, che cazzo ce ne facciamo di un'altra? vuoi ucciderci tutti a suon di leucemie e tumori? Ma perchè devo morire io o un mio famigliare, ma muori tu! Che fetta di torta (o di agnello) ricavi da questa mossa? Qualche tangentina o megafavore te lo faranno! Si blocchiamo questo cantiere! e finitela, politici, di prenderci per il culo!
RIALZIAMO LA TESTA E OCCUPIAMO I CANTIERI BLOCCHIAMO LE RUSPE E NON ROMPETECI I COGLIONI FATELE IN PARLAMENTO STE CAZZO DI CENTRALI!
Merde!
Basta! Siamo stufi dei soprusi sulla pelle di noi cittadini! Il lodigiano dispone già del record di tumori, mi pare assurdo quello che stanno dfacendo......per permettere a "qualcuno" di arricchirsin e tutto contro la salute della gente e contro il buonsenso!! NON è possibile!!! FERMIAMOLI