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Marcello Saponaro

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Bisogna misurare la felicità, non il pil

Fonte: Il Bergamo, di Marcello Saponaro — 14/10/2009

I grandi leader si misurano con le grandi idee e le grandi riforme. Una di queste è la riforma del Pil, il Prodotto interno loro. Il Pil è il misuratore della produzione nazionale. Un errore indicarlo anche quale misuratore del benessere di una nazione.

Lo aveva capito, già nel 1968, Robert Kennedy quando in un discorso all’Università del Kansas disse che "Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice dow jones nè i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo; il Pil comprende anche l'inquinamento dell'aria e le pubblicità delle sigarette. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari…"

Nicholas Sarkozy è andato oltre e ha riunito 25 economisti in una Commissione sulla misurazione della performance economica e del progresso sociale. Tra loro, tre premi Nobel - Joseph Stiglitz, Amartya Sen e Jean-Paul Fitoussi. E il rapporto è oggi scaricabile dal sito  www.stiglitz-sen-fitoussi.fr. Non è un caso che questa rivoluzione avvenga durante una grave crisi economica. Dare una dimensione qualitativa oltre che quantitativa alle produzioni deve servire si a misurare meglio il benessere, ma anche ad accrescerlo indirizzando le politiche governative. Un paese africano può fabbricare PIL comprando armi o riempiendo i granai. E un ricco paese occidentale può scegliere se spendere in treni piuttosto che in autostrade, in bonifiche invece che in disboscamenti i soldi dei contribuenti. E’ la felicità delle persone, e non il Pil, che deve essere misurato.

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