Fonte: IL Bergamo, di Marcello Saponaro — 08/07/2009
Gli ambientalisti non dicono no a priori al "piano casa" di Regione Lombardia. Vogliono solo che non diventi cementifazione, che non si deturpino i centri storici e non si consegnino i Parchi all'abbuffata di mattoni.
La crisi deve essere un'occasione per migliorare, non un pretesto per rimettere in campo vecchie logiche urbanistiche che fanno male alle nostre città perché peggiorano la qualità della vita dei cittadini che vi abitano. Se la maggioranza continuerà sulla strada percorsa finora, dall'aula la prossima settimana uscirà una legge che permette gli ampliamenti di edifici anche nei centri storici e nei parchi.
La città è vivibile, invece, quando i servizi, il verde, la rete fognaria, i parcheggi crescono insieme alla città. E' invivibile, crea emarginazione e maggiore insicurezza quando è solo cemento.
Si faccia un piano casa, allora, ma lo si faccià per incentivare veramente (non solo simbolicamente del 10%) il risparmio energetico. E si faccia per favorire la demolizione del brutto e il recupero del bello.
La crescita è positiva se crea lavoro, rispetta l'ambiente e migliora la qualità della vita. Obama da oltreoceano ci insegna che la green economy è l'unica via di sviluppo reale e vantaggioso per tutti.
Ce la può fare anche Formigoni a imparare la lezione. E' sufficiente dare ascolto ai cittadini, agli urbanisti e alle imprese che vogliono crescere insieme all'Italia. Non solo a chi pensa di far cassa, volumi e condoni nei 18 mesi in cui questa legge resterà in vigore.
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