15/05/2007
IL Bergamo e L'Eco di BG del 15.5.2007
Cronaca di uno spettacolo di Beppe Grillo, del filmato proiettato dal Meetu up di Bergamo e del mio intervento contro il paventato ampliamento dell'inceneritore di Dalmine.
L'Eco di Bergamo del 15.5.2007
I VERDI: "L'INCENERITORE RADDOPPIA". LA PROVINCIA: IPOTESI PER RIFIUTI OROBICI
DALMINE. Torna alla carica sull'inceneritore di Dalmine il consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro, accusando la Rea spa (società che gestisce l'impianto) di voler costruire una terza linea di smaltimento rispetto alle due già esistenti, per incrementare del 50% la possibilità di bruciare rifiuti anche non bergamaschi. Ma dall'assessore all'Ambiente della Provincia, Alessandra Salvi, è arrivato un secco chiarimento: "C'è solo un'ipotesi di potenziamento della Rea, che non servirebbe certo a favorire lo smaltimento di rifiuti non orobici".
Saponaro ha lanciato la sua accusa nei confronti di Rea spa durante un recente spettacolo di Beppe Grillo a Treviglio: "Il fatto che la Rea stia ormai bruciando rifiuti anche delle province di Lecco e Varese – ha dichiarato il consigliere regionale – dimostra quanto l'impianto di Dalmine sia stato sovrastimato. Ritengo addirittura che non ci fosse il bisogno reale di costruirlo. Ora avanza, e lo so per certo, il progetto di realizzare una terza linea, per sfruttare al massimo le possibilità offerte dalla nuova legge regionale di smaltire rifiuti anche di altre province. Stanno venendo meno tutti i principi della legge Ronchi secondo i quali ogni territorio doveva raggiungere la propria autonomia per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti: è una situazione inaccettabile".
Dalla Rea, il cui impianto smaltisce i rifiuti del 70% dei Comuni bergamaschi, nessun commento: la nostra istituzione di riferimento è la Provincia, spiegano. "Esiste il problema dei rifiuti ingombranti lasciati alle stazioni ecologiche dei Comuni – ha spiegato l'assessore Salvi – materiale da smaltire spesso di grosse dimensioni, che finisce in buona parte nelle ultime discariche. Si era discusso con Rea di potenziare l'impianto per far fronte a questo problema. Ma si è rimasti, finora, solo nell'ambito delle ipotesi".
A.D.L.
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Il Bergamo del 15.5.2007
L'INCENERITORE SI ESPANDE: ORA SI TEME PER L'AMBIENTE
Saponaro allo show di Grillo: "Non si può aggiungere altro inquinamento". Il progetto di ampliamento non è ancora stato ufficializzato ma già sorgono le polemiche
Non c’è due senza tre: e il proverbio vale anche per gli inceneritori. Così, secondo Marcello Saponaro (consigliere regionale dei Verdi), la Rea Spa – la, società che ha costruito il termovalorizzatore di Dalmine, sarebbe in procinto di installare una terza linea di incenerimento all’interno dell’impianto in aggiunta alle due già esistenti: "É inconcepibile – afferma Saponaro – Già oggi i rifiuti bergamaschi non bastano per alimentare l’inceneritore e Rea sta importando rifiuti da Sondrio, Varese e Lecco per garantire le 400 tonnellate al giorno di rifiuti solidi urbani da incenerire".
INSOMMA, PER SAPONARO – che ha lanciato l’allarme sabato durante lo spettacolo di Beppe Grillo al Palasport di Treviglio – "una terza linea è totalmente superflua". La notizia giunge però come una sorpresa per tutti: "Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma non credo che si possa aggiungere altro inquinamento a Dalmine – dichiara Giuliana Provenzi (Verdi), assessore all’ambiente di Dalmine – Valuteremo la proposta quando arriverà, anche se noi possiamo dare solo un parere".
Anche in Regione non si sa niente di concreto: "Ne ho sentito parlare nei corridoi, ma non c’è nulla di ufficiale – afferma Marco Pagnoncelli (FI), assessore all’ambiente al Pirellone – In ogni caso, bisogna vedere cosa chiederebbe Rea: per i rifiuti urbani l’incenerimento è più che sufficiente e non vedo la necessità di una nuova linea". Insomma, sul tavolo non c’è niente di formalizzato, anche se l’ipotesi di una terza linea è sempre stata nel progetto. "In ogni caso, bisogna vedere il parere del Comune di Dalmine", assicura Pagnoncelli. La palla dovrebbe dunque passare all’amministrazione cittadina: "Non si può prescindere dalla volontà del consiglio comunale – dichiara in proposito Saponaro – Mi auguro che la Lega abbia cambiato il suo parere sull’inceneritore, visto che se ne è dimostrata l’inutilità".
"Non cambiamo la nostra posizione, presa durante un periodo di emergenza rifiuti – afferma Guglielmo Pellegrini della Lega, assessore all’ambiente quando venne approvata la realizzazione dell’impianto – Secondo la nostra convenzione dovevano confluire solo i rifiuti della provincia, quindi saremmo sicuramente contrari a un ampliamento". Nel frattempo, si attende la versione della Rea sull’argomento.
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dimissioni di Bertolaso e Bassolino dovute...
Lino Jannuzzi
Siamo il popolo della monnezza»: l'aeroplanino volteggia sulle case e sul mare di Napoli e si spinge fin quasi a sfiorare l'orlo del cratere del Vesuvio e trascina nell'aria lo striscione con la scritta a lettere cubitali. Il popolo sommerso dalla monnezza, il naso all'insù, guarda e applaude, divertito e indignato insieme. Ma non abbastanza indignato da votare contro il governo e contro i principali responsabili di un disastro che non ha precedenti nel mondo occidentale. Il centrosinistra, disastrato al Nord, ha tenuto al Sud, e qua e là ha persino vinto. In Campania, dove si votava in provincia di Napoli, di Salerno e di Caserta, il centrosinistra ha vinto al primo turno in nove dei 27 comuni con oltre 50mila abitanti, strappando al centrodestra Ischia e Quarto, si è confermato a Nocera, ha vinto a Capaccio e ad Agropoli, e andrà favorito al ballottaggio in 13 Comuni, fra cui Battipaglia. Lo stesso centrosinistra che governa la Regione, la Provincia, la città di Napoli, il Napoletano e la maggior parte della Campania da ben 14 anni.
L'emergenza della spazzatura è cominciata 13 anni fa, quando Antonio Bassolino era sindaco di Napoli e fu lui, nominato commissario straordinario, a preparare il piano rifiuti che avrebbe dovuto smaltire le 7500 tonnellate di immondizia che la regione produce al giorno e che al momento sta tutta lì. Bassolino è rimasto per due mandati sindaco, per altri due mandati è stato presidente della Regione, per 3 anni commissario straordinario, e dopo di lui altri 4 commissari, sempre straordinari: il popolo della monnezza avrebbe avuto tutte le sacrosante ragioni per votare contro Bassolino, contro il sindaco che gli è succeduto, Rosa Russo Iervolino, da lui adottata e protetta, contro il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio, che da sempre si oppone alla costruzione degli inceneritori, e contro il governo Prodi, che prima fa il decreto per l'apertura delle discariche, poi boicotta l'ultimo dei commissari, Guido Bertolaso, che le vuole aprire, costringendolo alle dimissioni. Ma non l'ha fatto: il popolo della monnezza ha votato per il centrosinistra, per Prodi, per Pecoraro Scanio, per Bassolino, per la Iervolino, per i sindaci dell'Ulivo che guidano le popolazioni a occupare le discariche e a impedire ai camion con l'immondizia di scaricare. Perché?
Perché questa è nel Sud, particolarmente nel Sud, e a Napoli e in Campania, la «società civile» sempre esaltata e contrapposta alla società politica dai moralisti da strapazzo, dai demagoghi dell'antipolitica, dai sociologi che non hanno letto Guidi Dorso. Questa è la gente capeggiata dai nuovi Masa-niello o dalle nuove Masaniello, come Rosetta, la «pasionaria» di Montecorvino che incita il paese di cui è vicesindaco alla «guerra civile» contro Io Stato. Spalleggiata dai preti che sollevano sulla discarica la statua di San Vito con i due cani al guinzaglio, che simboleggiano rispettivamente la rabbia e le turbe psichiche (e San Vito è il protettore dei pazzi). E dagli avvocati, gli eterni «paglietta», che prima arringano il popolo a occupare le discariche legali e a impedire lo scarico della monnezza, poi in tribunale difendono camorristi che si sostituiscono al Comune, alla Regione e allo Stato nella raccolta illegale dei rifiuti e nella creazione delle discariche illegali nascoste nei frutteti, accanto ai cimiteri e nelle cave che si vedono solo dall'alto con gli elicotteri.
La camorra ormai preferisce la monnezza alla cocaina, guadagna di più, usando i suoi camion e le sue ruspe e noleggiandoli alla metà o a un terzo del prezzo di mercato (ha fatto risparmiare capitali astronomici alle imprese del Nord), e rischia di meno, perché minori sono le pene previste e più facile e più rapida la prescrizione. La camorra èdiventata miliardaria ed è dilagata ben oltre i quartieri della città e le zone della provincia, dove era confinata dalla presenza sul territorio dei partiti politici, che magari convivevano con i clan e non disdegnavano i loro voti alle elezioni, ma allo stesso tempo li contenevano e li controllavano, impedendo loro di tralignare dai confini delle riserve indiane e di mettere le mani sui grandi affari. I grandi affari erano controllati dai partiti e dalla classe politica, per la camorra restavano le briciole. A Napoli comandavano i Gava, non i Cutolo.
I partiti e la classe politica sono stati distrutti dall'uso politico della giustizia, dalla magistratura politicizzata, dal potere sempre crescente della corporazione, che ha logorato il potere esecutivo e il potere legislativo. Alla fine, non conta più niente nemmeno il partito comunista, quello che fu di Amendola e di Napolitano: Bassolino ha costruito e ha blindato nel Palazzo un arrogante gruppo di potere, ma non controlla il territorio e non comanda sulla città e sulla Regione, non riesce a controllare e a contenere la camorra. Vince le elezioni da più di dieci anni perché non esiste l'opposizione, non esiste più il partito liberale di De Lorenzo, non esiste più il partito socialista di De Martino, di Lezzi, di Di Donato, non esiste più la Democrazia cristiana.
E il centrodestra inventato da Silvio Berlusconi, dopo i primi exploit, non è mai diventato partito, non si è mai organizzato sul territori, non ha prodotto una nuova classe politica all'altezza della situazione. Ed è sempre più minato e consumato dall'antipolitica, cavalcata con successo all'inizio, ma distruttiva alla fine. Con l'antipolitica si possono vincere le elezioni una volta, e in periodo di grave crisi, ma non si formano le classi dirigenti e la classe politica, e non si governa il Paese, la Regione, le città. Come, alla fine, l'uso politico della giustizia ha distrutto anche il partito comunista, così l'antipolitica ha indebolito, consumato, e rischia di dissolvere il centrodestra. Che per ora perde al Sud, ma che se non la smette di trescare e di crogiolarsi con l'antipolitica, presto perderà dappertutto.
Se il capo dello stato telefona ai sindaci per convincerli, lo stato non c’è più
L’atto di generosità e di umiltà personale col quale il presidente della Repubblica ha cercato di porre riparo alla catastrofe ambientale della Campania è senza dubbio degno di rispetto e persino di ammirazione. Giorgio Napolitano ha messo in campo il rispetto dovuto alla sua persona più che alla sua carica, nell’estremo tentativo di riaffermare che anche ad Acerra lo stato deve esistere e farsi ascoltare. Secondo la definizione costituzionale il capo dello stato è “irresponsabileâ€, non porta cioè la responsabilità personale della politica che conducono i governi e i ministri, nonostante ne controfirmi gli atti e ne promulghi le leggi. E’ stato dunque il cittadino Giorgio Napolitano a sentire la responsabilità di dover fare e dire qualcosa per opporsi al degrado ambientale, ma anche politico e civile, della sua regione di origine. Questo fatto straordinario mette in evidenza che chi la responsabilità , formalmente e concretamente, dovrebbe averla, non la esercita o addirittura, com’è nel caso del ministro “responsabile†dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, la usa per soffiare sul fuoco dei cassonetti incendiati dagli irresponsabili. La paradossale polemica tra il ministro e il presidente della regione, Antonio Bassolino, sugli inceneritori, se non fosse che si svolge in una situazione tragica, sarebbe ridicola. I principali colpevoli della resa dello stato ai rifiuti non hanno titoli per accusare, dovrebbero solo tacere e se avessero un po’ di senso del pudore, dimettersi da cariche che occupano senza efficacia.
Dato che ci siamo anche la Sicilia e la Lombardia.
Pulizie di grosso nel W.E.
Bassolino ha dimostrato di non saper governare la sanità e le emergenze
La Campania è a rischio dal punto di vista sanitario, a causa dell’incapacità dei suoi amministratori di gestire lo stoccaggio e la distruzione dei rifiuti. Le popolazioni, o meglio gruppi di irresponsabili, incendiano i cassonetti dell’immondizia, con il rischio di produrre diossina, e lo fanno, paradossalmente, per impedire la costruzione dei termovalorizzatori, dove i rifiuti sarebbero inceneriti con la massima garanzia di igiene. A soffiare sul fuoco, quasi letteralmente, ci sono un ministro dell’Ambiente e un presidente della commissione di Palazzo Madama che, in nome di un presunto ecologismo, provocano rischi incalcolabili per la sanità pubblica di quella bellissima e sfortunata regione.
La sanità pubblica è competenza dell’amministrazione regionale. Visto che quella campana è sotto la responsabilità di Antonio Bassolino, che non è in grado di garantirla, bisognerebbe sciogliere il consiglio regionale e commissariare la regione. Questo è quello che un governo degno di questo nome avrebbe fatto, invece di farsi invischiare in trattative ricattatorie, a lasciare indifeso il commissario Guido Bertolaso, per poi prendere una decisione solo dopo l’intervento di Giorgio Napolitano. Le ragioni giuridiche e la condizione di emergenza necessarie per un provvedimento straordinario come il commissariamento di una regione sono evidenti. A queste si può aggiungere il disgusto che provoca, nelle persone dotate di un minimo di buon senso, la pretesa di Bassolino, primo responsabile del disastro campano e napoletano, di passare per vittima di chissà quali poteri coalizzati contro di lui. E’ vero il contrario. L’erede di Masaniello ha messo in piedi il più colossale dei sistemi di potere clientelari, che aveva persino suscitato lo sdegno di Piero Fassino, basato sulla moltiplicazione delle prebende pubbliche e sull’inerzia più evidente di fronte ai problemi sociali, ambientali e civili della regione. La Campania in fiamme richiede che si volti pagina, a cominciare dai piani alti del potere locale.
W Alfonso!
CRISI RISOLTA IN DIECI GIORNI- I tecnici della struttura commissariale dunque sono al lavoro perché «a fine maggio, o per i primi di giugno» si ponga fine a un «periodo difficile», «senza contraccolpi per l'economia e per il turismo». Indicazioni puntuali sulle discariche per le quali sono in corso le valutazioni dei tecnici il commissario non ne dà. Dice soltanto tra fine giugno ed inizio luglio i rifiuti verranno conferiti nelle discariche. Nel lasso di tempo che va dal 26 maggio, giorno in cui chiuderà la discarica di Villaricca, nel napoletano, all’inizio dell’estate, i rifiuti saranno conferiti in siti provvisori ancora da individuare. In questi giorni il commissario Bertolaso, coadiuvato da tecnici della Protezione civile, ha eseguito una serie di sopralluoghi per individuare i luoghi più adatti al conferimento temporaneo dell’immondizia. Top secret le località anche se il capo della Protezione civile ha dichiarato che non saranno unicamente collocate nella provincia di Napoli, ma in tutta la Regione Campania. Si utilizzeranno discariche chiuse ma che hanno ancora un po’ di capienza e quelle che, nel passato, sono state sottoposte a provvedimenti giudiziari di confisca.
SOSTEGNO DEL SINDACO - Bertolaso ha incassato da subito il sostegno del sindaco Rosa Russo Iervolino. «L'unico modo per uscire dalla crisi è lavorare - dice il primo cittadino - e Bertolaso su Napoli ha competenza e da Napoli non avrà difficoltà». Le strade del capoluogo campano appaiono però ripulite solo in centro, mentre la periferia è ancora in sofferenza. Sono 1.400 le tonnellate di rifiuti raccolte e sversate negli impianti di Giugliano e Caivano questa notte, altre 300 sono in cassonetti scarrabili, ma a terra ce ne sono ancora 2.700 circa mentre il caldo aumenta
E' vietato, anche se lo chiede lu-S.S.-y
Chiedo a Marcello di identificare l'anonimo sopra quello che ha postato:
"Era meglio farlo fuori da piccolo, il pascolatore di agnelli è più tenero", grazie.
Era meglio farlo fuori da piccolo, il pascolatore di agnelli è più tenero
Sicuramente Pecoraro è la cosa buona.
Trovo assolutamente incredibile questo attacco a Bertolaso che ha molti meriti in tutti i teatri catastrofici italici
Dargli poi del camorrista fa capire che Salerno ha prodotto tantissime cose buone ma anche una fallata
finchè Bertolaso, e i giocoforza Governo opposizione, chiesa, non finiscono, non si dimette la camorra avrà gioco.
Sono Salernitana anche io è la penso esattamente al contrario di Bergamo/Salerno. Non mi piace Bertolaso, mentre ho buona fiducia in Pecoraro.
Se mi dai nome e cognome e indirizzo ti do il mio...
Mi permetto di fare una sitazione: "Serre è una vittoria sicuramente per la camorra".
Sono salernitana e parlo con cognizione di causa: vivo a Dalmine da 20 anni e vi dico che voi nel nord non potete capire il significato della camorra a Napoli e dintorni e perchè la maggior parte di noi, inseriti nel contesto del nord, torna a casa ormai solo per le vacanze, se ci va, e non pensa neppure lontanemente di ritornarci per sempre con i propri figli.
Pecoraro Scanio, che conosce l'ambiente per motivi di nascita, rifletta sul fatto che le sollevazioni popolari in questa zona non sono mai originali, ma pilotate da interessi camorristici.
Siamo la terra dove si assale la polizia che sta per arrestare un ladro o uno spacciatore.
Serre è una vittoria sicuramente per la camorra.
Marcello, da ormai dalmen cittadina ma con le origini a Salerno, ti dico: riflettici.
Ti scrivo col computer dell'ufficio di E., ma non sono lei, sono la sua collega che ti segue da tempo.
Questo di Serre è un aspetto importante del problema sul quale è meglio che voi verdi riflettiate.
L situazione del napoletano è tragica, ma da tanti anni governa la sinistra che ha dimostrato di non sapere gestire il problema.
Proposta: evitare gli anonimi che non sanno cosa siano i troll ed usano tale definizione a sproposito
Proposta: evitare i troll sul sito.
Analisi: Le città della Campania sono soffocate dai rifiuti
Argomentazioni: La politica falsamente ecologista impedisce di ritirare tali rifiuti in discariche che si impedisce di realizzare, di incenerire
Approfondimenti: Anche i termovalorizzatori, chissà perché, qui non si possono costruire, e che quindi vengono esportati, con grandi costi, o in altre regioni o all’estero. A questo estremo rimedio, però, si arriva solo quando la situazione ha raggiunto, e in realtà largamente superato, i limiti di guardia dal punto di vista della sanità. Questo quindi è il bilancio della situazione: le città sono costantemente a un passo dallo scoppio di qualche epidemia, mentre gruppi di teppisti incendiano qua e là i cassonetti della nettezza urbana, creando così un’atmosfera letteralmente irrespirabile. I soldi stanziati per realizzare le strutture per lo smaltimento dei rifiuti vengono invece sperperati per pagare imprese che non possono lavorare per l’opposizione “ecologica” delle popolazioni aizzate dal ministro dell’Ambiente o per pagare il trasferimento fuori regione, che peraltro ha effetti tutt’altro che rassicuranti sul traffico ferroviario. Dell’autorità dello stato, che il ministro competente dovrebbe rappresentare, è meglio non parlare neppure per carità di patria. Quando qualcuno, come il commissario Bertolaso, cerca di esercitarla con razionalità e avvedutezza, si vede come va a finire
Proposte: Cambiare il ministro per l'ambiente
Tornando all'articolo di Marcello esprimo la mia approvazione per l'articolo su ILBergamo! Bravo!
sono dello stesso parere di qui sopra.
Quello di EffettoSerre è un articolo del tutto privo di argomentazioni che non siano inquinate da un pregiudizio nei confronti di Pecoraro. Non fa analisi, non fa proposte, non fa approfondimento. Davvero uno schifo.
bertolaso? Quello del berluscao?
Falsi ecologismi e Pecorari Scani fanno male all’ambiente (e allo stato)
La battaglia per i rifiuti in Campania, dove le pretese falsamente ecologistiche di Alfonso Pecoraro Scanio s’incontrano con i più accesi campanilismi, non sarà mai vinta. Con il pretesto della vicinanza a una cosiddetta “oasi faunistica” la cittadinanza di Serre si è ribellata, con le autorità municipali in testa, alla decisione del commissario straordinario Guido Bertolaso di installare lì una discarica del tutto indispensabile. Il governo, come sempre, come sulla Tav, come su tutte le battaglie campanilistiche e minoritarie, ha ceduto e la popolazione di Serre ha applaudito all’annuncio, poi rivelatosi se non altro prematuro, delle dimissioni di Bertolaso.
Le città della Campania sono soffocate dai rifiuti, che la politica falsamente ecologista impedisce di ritirare in discariche che si impedisce di realizzare, di incenerire perché anche i termovalorizzatori, chissà perché, qui non si possono costruire, e che quindi vengono esportati, con grandi costi, o in altre regioni o all’estero. A questo estremo rimedio, però, si arriva solo quando la situazione ha raggiunto, e in realtà largamente superato, i limiti di guardia dal punto di vista della sanità. Questo quindi è il bilancio della situazione: le città sono costantemente a un passo dallo scoppio di qualche epidemia, mentre gruppi di teppisti incendiano qua e là i cassonetti della nettezza urbana, creando così un’atmosfera letteralmente irrespirabile. I soldi stanziati per realizzare le strutture per lo smaltimento dei rifiuti vengono invece sperperati per pagare imprese che non possono lavorare per l’opposizione “ecologica” delle popolazioni aizzate dal ministro dell’Ambiente o per pagare il trasferimento fuori regione, che peraltro ha effetti tutt’altro che rassicuranti sul traffico ferroviario. Dell’autorità dello stato, che il ministro competente dovrebbe rappresentare, è meglio non parlare neppure per carità di patria. Quando qualcuno, come il commissario Bertolaso, cerca di esercitarla con razionalità e avvedutezza, si vede come va a finire.
Serre, la discarica cambia. Sconfitto Bertolaso
Rifiuti, sì al sito alternativo. Pecoraro Scanio: « Un'altra soluzione anche a Terzigno »
NAPOLI — Alla fine tutti contenti, o quasi. Solo il commissario straordinario, Guido Bertolaso, può masticare amaro perché vede cambiati in extremis i suoi piani, dopo gli assalti del ministro Alfonso Pecoraro Scanio, il pressing del presidente della commissione Ambiente al Senato, Tommaso Sodano, e dei sindaci della Piana del Sele.
Come si è trasformata la proposta originaria che prevedeva solo l'invaso di Valle della Masseria per un totale di 700 mila tonnellate di rifiuti? L' « apertura » , accettata in mattinata da Bertolaso, riguardava il « sì » alla discarica di Macchia Soprana, il sito « alternativo » capace di accogliere 300 mila tonnellate di rifiuti. Ma — ribadiva Bertolaso al sottosegretario Enrico Letta — , senza rinunciare del tutto a Valle della Masseria, che confina con l'oasi di Persano, dove potrebbe aprirsi un sito di stoccaggio temporaneo. In serata, però il colpo di scena. Inatteso e improvviso che fa esultare i serrani. « L'unica discarica sarà solo quella di Macchia Soprana » , dice una nota di Palazzo Chigi.
« Si è tenuta oggi presso il Dipartimento per lo Sviluppo territoriale una riunione tecnica — aggiunge la presidenza del Consiglio — che ha consentito di definire concretamente il tema dello smaltimento dei rifiuti per quanto concerne il Comune di Serre. La relazione inviata dal ministero dell'Ambiente nella serata del 13 maggio ha consentito di individuare nel sito di Macchia Soprana l'unica discarica da realizzare nel territorio del Comune stesso » . « Mo dalità di realizzazione della discarica e relativa quan tità di rifiuti da conferire sono contenuti in un'ordinanza specifica della presidenza del Consiglio alla cui stesura hanno lavorato i tecnici del Dipartimento per la Protezione Civile e del Dipartimento per lo Sviluppo Territoriale. Già da domani inizieranno nel sito di Macchia Soprana i lavori di adeguamento necessari » .
« È la sconfessione della linea dura di Bertolaso, dal punto di vista politico è una sberla per il commissario » , gongola Sodano, mentre i serrani applaudono. « Aprire un sito di stoccaggio temporaneo a Valle di Masseria era un'opzione inaccettabile, dal momento che violerebbe comunque il principio di lasciare intatta l'oasi del Wwf » , afferma il senatore.
Esulta anche il ministro Pecoraro Scanio, che appare l'altro vincitore del braccio di ferro ingaggiato con Bertolaso: « Ho considerato importante che il presidente del Consiglio abbia accolto la proposta della popolazione validata dai tecnici del ministero dell'Ambiente. Ora si lavori per attrezzare il sito di Macchia Soprana » .
E' davvero così, è davvero la sconfitta clamorosa e inattesa di Bertolaso, piegato dalla ragione politica e dalla « resistenza » locale? In realtà la nota di Palazzo Chigi lascia uno spiraglio aperto all'impiego di Valle della Masseria come sito di stoccaggio: « Il commissario de legato, nel caso in cui a seguito della chiusura della discarica di Villaricca e, dove non siano fruibili altri siti, tra i quali Macchia Soprana, è autorizzato, a decorrere dal 1 luglio, all'uso del sito Valle Masseria » . Ma Pecoraro Scanio rintuzza: « Non condivido l'indicazione, seppur ipotetica, di un possibile stoccaggio a Valle di Masseria che deve avvenire sempre nell'area di Macchia Soprana » .
In ogni caso il primo luglio è lontano, molto lontano. « Verificheremo anche le virgole dell'ordinanza — tuona Sodano — e non credo che ci sarà necessità di andare a Valle di Masseria » . Le richieste della comunità locale vengono accolte, quindi, totalmente, pur se la popolazione resta sul piede di guerra. « Da domani ( oggi, ndr ) dovranno togliere le ruspe da Valle della Masseria e portarle a Macchia Soprana » , dice il sindaco.
Il risultato ottenuto potrebbe incoraggiare la rincorsa di altri siti. « Non vedo questo rischio — dice Sodano — la gente di Serre ha proposto un'alternativa, non ha fatto una sterile resistenza » . Ma Pecoraro Scanio avverte: « Anche a Terzigno occorre un'altra soluzione » .
Intanto Bertolaso mette a segno un veloce blitz che il commissario ha fatto ad Avellino per incontrare il prefetto Orrei. Ormai ci si concentra sulla discarica di Savignano e sulla possibilità di riaprire Difesa Grande ad Ariano, sotto sequestro giudiziario. Non è un caso che Bertolaso abbia ieri « incrociato » anche il procuratore di Ariano, Amato Barile. Nino Femiani ( ha collaborato Angelica Tafuri
Bravo Marcello!
Mi raccomando, tienici informati e se serve un supporto in qualsiasi modo, siamo qua!
Basta inquinamento (e non solo atmosferico ma anche acustico) a Dalmine!!
Marco
La SOLUZIONE c'è, e si chiama RIFIUTI ZERO. Cercate in rete, troverete molto.
Rifiuti Zero, non è un'utopia ambientalista, è parte integrante della nuova rivoluzione industriale avviata dai paesi più avanzati, in particolare Giappone e Stati Uniti, negli anni '80. La parola d'ordine di questa rivoluzione è "Qualità Totale", in una visione "olistica" del sistema produttivo e "Rifiuti Zero" è parte di questo progetto. In base a questi nuovi valori guida, ogni tonnellata di rifiuti messi in discarica o inceneriti è la misura del fallimento e della inefficienza del sistema produttivo, equiparabile alla presenza di un difetto in un prodotto immesso nel mercato. E che "Rifiuti Zero" sia la nuova frontiera dei paesi industrializzati sta nei fatti.
andate a cercare
il video del suo massimo teorico
Paul Connett
http://www.youtube.com/watch?v...
Se si brucia per Varese o Como si sarebbe potuto bruciare anche per napoli?..Guarda caso Rea dimostra un affezione ai rifiuti del proprio colore meno a quelli di colore diverso..le solite pregiudiziali all'Italiana.
In ogni caso e comunque bene la posizione dei Verdi!