Fonte: Il Bergamo , di Marcello Saponaro — 04/12/2009
Ci sono infrastrutture utili e infrastrutture inutili. La banda larga, ovvero internet veloce, è un’infrastruttura utile allo sviluppo. Il ponte di Messina è un’infrastruttura inutile per il paese, soprattutto da quando hanno inventato il low cost. Entrambe le infrastrutture richiedono investimenti cospicui ma mentre quelli per la banda larga (800 milioni) sono stati sospesi dalla Finanziaria, quelli per il Ponte di Messina (per la sola progettazione 1 miliardo e 300 milioni) sono stati confermati
La banda larga serve all’Italia, alla Lombardia e nello specifico alla bergamasca. Serve che internet veloce sia portata nelle valli, non che si fermi alle porte della città. Ad oggi la quasi totalità dei comuni oltre Villa d’Almè per la val Brembana e tutte le aree che non sono limitrofe alla strada provinciale in Valle Seriana (peraltro solo fino a Clusone) sono escluse dalla navigazione veloce. Questo significa che proprio nei territori più colpiti dalla crisi sarà più dira la concorrenza. Perché la banda larga è senza dubbio un elemento fondamentale per la ripresa economica. Nessun privato investirà mai in quelle zone a bassa densità, perché non è commercialmente conveniente. I soldi ce li devono mettere le istituzioni.
Per questo motivo ieri ho lanciato proprio da Rovetta una campagna rivolta agli amministratori locali: chiediamo all’unisono, senza distinzioni di parte, di ripristinare i finanziamenti per la banda larga. Non è un lusso, è la premessa per combattere lo spopolamento
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