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Marcello Saponaro

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La Greeneconomy è la chiave contro la crisi

Fonte: Il Bergamo, di Marcello Saponaro — 05/11/2009

Investire nella green economy non fa bene solo all’ambiente, ma anche all’economia e all’occupazione. Secondo l’ultimo rapporto di Greenpeace (Working for the climate) la “rivoluzione verde” frutterebbe quasi tre milioni di posti di lavoro in più nei prossimi 20 anni. Nella sola Europa.

Per contro, sempre secondo il rapporto, se invece si continuerà a puntare sul carbone e sul nucleare  di vecchia generazione per l’approvvigionamento energetico si produrrà una perdita di circa mezzo milione di occupati nello stesso arco di tempo di vent’anni. Investendo sul lavoro verde e sulle energie rinnovabili, nel 2030 il numero dei lavoratori europei impiegati nel settore delle tecnologie verdi - che fattura già oggi oltre 40 miliardi di euro all’anno - potrebbe lievitare dai 450 mila di oggi fino agli 11 milioni solo per gli impiegati dell’energia pulita a cui andrebbero a sommarsi gli otto delle fonti alternative e dell’efficienza energetica.

Verrebbe da dire: altro che candela e lume a olio. L’ambientalismo è cambiato e lentamente sta cambiando anche la percezione di esso da parte dell’opinione pubblica: responsabile e rivoluzionario insieme, ma per la crescita sostenibile. Non per la divisione della povertà. Certo, molto lavoro è ancora da fare e difficile è farlo in un periodo di crisi economica. Ma serve coraggio proprio per rilanciare uno sviluppo che non potrà più essere come quello del secolo scorso. Se l’energia può essere pulita, allora possiamo davvero mangiare tutti su questo pianeta.

 

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