Partito Democratico
Marcello Saponaro

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Negozi, raddoppiano le aperture domenicali

13/10/2007

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L'Eco di Bergamo
Negozi, raddoppiano le aperture domenicali. Modifica al testo della legge approvato l'anno scorso dalla Giunta regionale. Martedì la discussione in Consiglio. In aula si annuncia battaglia. Confesercenti: un danno per la piccola distribuzione. Ascom: normati gli outlet.

Andrà martedì in Consiglio regionale, ma ci sono già le prime tensioni sul nuovo progetto di legge relativo agli orari e alle aperture delle realtà commerciali lombarde. Un provvedimento licenziato dalla 4ª Commissione consiliare del Pirellone che va a modificare quello approvato dalla Giunta il 15 novembre 2006 e che ha sorpreso molti per l'aumento delle domeniche di apertura previste, in particolare a favore della grande distribuzione.

Ci sono regole che non cambieranno, come quella sugli orari di apertura, sempre compresa tra le 5 e la mezzanotte, non superando comunque le 13 ore giornaliere, salvo deroghe ad hoc dei Comuni per particolari esercizi alimentari.

Le aperture domenicali e festive
Quello che invece si modifica è il tema delle aperture domenicali e/o festive, che aumentano da 8 (più le festività del mese di dicembre) a 17 (più le festività di dicembre) con ulteriori e possibili 10 aperture entro il 30 novembre. Nella pratica si tratterebbe della prima domenica dei mesi da gennaio a novembre (11 in totale), l'ultima domenica dei mesi di maggio, agosto e novembre (3), altre 3 giornate domenicali e/o festive scelte dai Comuni in ragione delle esigenze locali e sentite le associazioni dei consumatori e dei commercianti (entro il 30 novembre), oltre appunto alle giornate domenicali e/o festive di dicembre.
Ma c'è di più: sempre entro il 30 novembre il nuovo testo prevede la possibilità di autorizzare ulteriori 10 domeniche e/o festività per i comuni capoluogo di provincia nelle zone diverse dal centro storico, previo accordo unanime delle associazioni e per i factory outlet center, sentite le associazioni. Ciò vorrebbe dire, quindi, che la grande distribuzione potrà ampliare le sue aperture, così come per gli outlet sarà possibile incrementare ulteriormente le giornate su richiesta motivata del Comune e previo accordo unanime delle associazioni. Tutte scelte mirate a una filosofia commerciale verso l'apertura totale della grande distribuzione, mantenendo però nel testo la possibilità, già offerta nel precedente provvedimento, «per gli esercizi commerciali con superficie fino ai 250 metri quadrati ad aprire nelle giornate domenicali e festive per l'intero anno solare» (salvo che non coincidano con la festa patronale e nei tradizionali giorni festivi).

Comuni turistici meglio definiti
Ciò varrebbe anche per i comuni turistici e qui il nuovo testo ha meglio definito la tipologia: «I comuni montani sede di impianti sciistici, i comuni rivieraschi dei laghi con esclusione di quelli capoluogo e limitatamente ai laghi in cui esiste un servizio pubblico di navigazione di linea e turistica; i comuni sede di stabilimenti termali, i centri storici dei comuni capoluogo di provincia e i comuni aeroportuali per i negozi dell'area aeroportuale e quella entro un raggio di 500 metri dagli accessi al pubblico dello scalo» (il caso di Orio, per intenderci). Viene così abrogata la normativa che prevedeva in modo molto più generale il riconoscimento dei comuni «a prevalente economia turistica e degli ambiti di rilievo artistico» e che aveva inglobato con grandi polemiche realtà come Albano e Cortenuova, mentre il nuovo testo riconferma l'impegno della Regione a sostenere «iniziative per l'animazione dei centri urbani».

Confesercenti e Ascom, i commenti
Un testo che lascia molto perplessa Confesercenti Bergamo: «Siamo contrari – ha spiegato Claudio Re ieri in una conferenza stampa –: si aumentano le domeniche lavorative con un forte impulso nei confronti della grande distribuzione a discapito di quella piccola e media che resta in balìa di se stessa. Da capire anche quanto sarà vincolante il peso delle associazioni che, secondo questa proposta, dovrebbero essere sentite o comunque in accordo unanime». Un commento anche da Ascom: «Ci sono luci e ombre – spiega Oscar Fusini, responsabile area istituzionale e categorie –, ma sicuramente è la prima legge che definisce e norma gli outlet. Per le domeniche di apertura è frutto di una mediazione tra chi vorrebbe liberalizzazione piena e chi salvaguardia un equilibrio tra i piccoli».

Cosa ne pensa la Regione
Un commento che però non piace all'assessore regionale al Commercio Franco Nicoli Cristiani (Forza Italia): «Ritengono queste polemiche pretestuose e inutili – ribatte –. Il mondo va avanti e il testo di legge prevede garanzie sia per la piccola e media distribuzione, che dovrebbe rafforzare la sua imprenditorialità, sia per la grande: non sarò di certo io a penalizzare i marchi lombardi, da Esselunga a Italmarket in avanti». Sulla stessa lunghezza d'onda l'azzurro Carlo Saffioti , presidente della Commissione attività produttive che ha varato il provvedimento: «La legge cerca di conciliare le esigenze della grande distribuzione, del piccolo commercio e dei consumatori. Si è trattato di un'operazione non facile, ma il provvedimento tiene conto della realtà esistente, affronta i problemi aperti con realismo e senza posizioni ideologiche». È invece «profondamente contrario» Pietro Macconi , di An. «La domenica – spiega – ha un valore sociale che deve essere tutelato, è occasione di socializzazione e di incontro e ciò non credo possa avvenire in un centro commerciale». Nel merito Macconi osserva che la legge «penalizza i piccoli negozi perché li costringe a tenere sempre aperto; è stato, inoltre, abolito l'obbligo del riposo settimanale. Contesto le norme ad hoc per realtà come quelle di Orio o per gli outlet: è una situazione che altera la concorrenza anche all'interno della grande distribuzione e crea malumori nella piccola». E l'intenzione è quella di presentare martedì degli emendamenti: «Voterò contro – anticipa Macconi –: la mia è una posizione personale, ma con forte valore politico. Anche all'interno della maggioranza ci sono altri consiglieri che hanno preoccupazioni».

I pareri dell'opposizione
Dalle fila Ds, inoltre, Beppe Benigni anticipa che presenterà emendamenti: «Per togliere almeno le ulteriori dieci domeniche – osserva –. Questo provvedimento altera la concorrenza anche all'interno della grande distribuzione e non rimette in equilibrio la situazione tra grande e piccola distribuzione». Un giudizio positivo arriva invece dal leghista Giosuè Frosio: «Rappresenta una grande opportunità per i negozi per stare al passo con i tempi. Voteremo il provvedimento anche se ci riserviamo spazi di miglioramento in consiglio e se la Lega chiede di mettere un freno alla grande distribuzione con il Piano triennale del commercio». Dai Verdi una posizione a metà strada: «Credo ci asterremo – osserva Marcello Saponaro –, perché ci sono alcuni "regali" ai centri commerciali pur ampliando i servizi per i consumatori».

Fabiana Tinaglia
Gianluigi Ravasio



Commenti dei visitatori

Commento di uff (18/10/2007 19:03:19)

ho capito! Per tutelare la tua libertà religiosa i negozi dovrebbero stare chiusi di domenica, per tutelare gli ebrei il sabato, per tutelare i musulmani..
e i non credenti, chi li tutela?

Commento di Pol.sco. (15/10/2007 10:43:15)

O.K.
Ma una risposta a Uff è doverosa in questo contesto

La citazione, secondo il mio immodesto parere, è fuori luogo
Si sta parlando di dipendenti e commesse e delle loro famiglie: gli eventuali turni alla domenica impediscono a chi di loro è cattolico di onorare uno dei comandamenti. Si lede, quindi, la libertà religiosa, garantita dalla Costituzione

Inoltre si toglie la possibilità a chi ha famiglia e figli di dedicare un'intera giornata a loro, nel giorno in cui sono a casa da scuola

Infine si rovina l'organizzazione del tempo libero (leggi: qualità della vita): non puoi stare con gli amici che hanno libera la domenica e non altri giorni

D'altro canto è vero che l'8 per mille alla Chiesa lo devolve solo chi vuole: gli altri lo possono fare a favore dello Stato o di altre confessioni religiose. Infatti sono sicuro che non un euro delle tue tasse finisca in Curia

Infine, anche se si potesse coltivare ogm, sono sicuro che tu verificheresti scrupolosamente che ciò che compri non li contenga. Quindi lasciami libero di decidere se cibarmi di ogm e tu continua a mangiare, se vuoi, germogli di soia e prodotti rigorosamente bio

Commento di MARCELLO SAPONARO (14/10/2007 17:29:28)

Se ne discutete sul blog è più semplice seguirvi... :-)

http://www.marcellosaponaro.it...

Ciao

Marcello

Commento di Citazione (14/10/2007 17:14:37)

era una citazione, neh..

Commento di Pol.sco. inviato in data 8/10/2007:
Nessuno ti obbliga a devolvere il tuo 8 per mille alla Chiesa Cattolica: si chiama libertà
Nessuno ti obbliga a mangiare ogm: si chiama libertà
Qualcuno, invece, mi vorrebbe obbligare a non coltivare ogm: si chiama oscurantismo integralista

Commento di Uff (14/10/2007 17:10:29)

Nessuno ti obbliga ad andare al supermercato di domenica: si chiama libertà..
Qualcuno, invece, mi vorrebbe obbligare a non andarci: si chiama oscurantismo integralista..

Commento di Pol.sco. (14/10/2007 11:18:05)

La domenica è da dedicare a Dio, nostro Signore e non al dio del consumo

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